Hai deciso di installare lampade a LED ma hai qualche dubbio tecnico?

Oppure hai appena riscontrato qualche fastidioso malfunzionamento nei LED appena acquistati?

Se la tua risposta ad almeno una di queste domande è “Sì”, ti consiglio di leggere e stampare questo articolo che ho preparato apposta per te.

Come produttore specializzato nei LED, ricevo spesso richieste di assistenza da parte di elettricisti, installatori e clienti privati, che si imbattono in piccole difficoltà quando arriva il fatidico momento di collegare all’impianto elettrico le nuove lampade.

Ho deciso di raccogliere  le 17 domande più frequenti sull’installazione e sul corretto utilizzo dei LED, in modo che tu possa trovare il più velocemente possibile le risposte e le soluzioni che cerchi.

Iniziamo subito!

1) Ho un problema: il LED, o un pezzo di strip LED, o alcuni singoli LED, funzionano a intermittenza.

Può essere che l’alimentatore non funzioni, o che non sia quello giusto. Se è un alimentatore sottodimensionato non riesce a portare il carico dei LED, si spegne perchè entra nella protezione termica e poi si riaccende.

Oppure è stato posizionato all’interno di un controsoffitto troppo caldo. Soffrendo l’alta temperatura va in protezione e si spegne, poi quando si raffredda si riaccende.

Un’altra causa può essere un cortocircuito nel cablaggio del LED. In questo caso specifico bisogna capire dov’è il guasto.

2) La luminosità dei LED non è costante o non è sufficiente.

Probabilmente c’è troppa perdita di tensione a causa della lunghezza dei cavi di alimentazione.

Le soluzioni a questo problema in genere sono tre:

  1. aumentare la sezione dei cavi;
  2. aumentare il numero delle linee;
  3. aumentare il numero degli alimentatori.

3) Come scelgo l’alimentatore più idoneo?

Il consiglio è di utilizzare sempre alimentatori di buona qualità e stabilizzati, possibilmente con il PF (Power Factory) attivo, calcolando un margine di tolleranza superiore di almeno il 20% alla potenza totale dei Led che dobbiamo far funzionare.

4) Quando un alimentatore si dice SELV e cosa lo differenzia dagli altri tipi di alimentatore?

Gli alimentatori SELV (Safety Extra Low Voltage, in italiano bassissima tensione di sicurezza) sono sistemi elettrici in bassissima tensione, ovvero non costituiscono rischio folgorazione.

NON ci deve assolutamente essere il collegamento verso terra. Deve essere inoltre garantito l’isolamento da ogni altro circuito tramite doppio isolamento o schermo metallico messo a terra.

5) Si possono collegare più LED allo stesso alimentatore?

Sì, quasi sempre. Tutto dipende dalla potenza dell’alimentatore, che deve essere dimensionato correttamente.

6) Cosa significa LED RGB?

RGB è l’acronimo di Red, Green, Blue. Si tratta di diodi LED formati a loro volta da un diodo rosso, uno verde e uno blu.

Miscelando questi 3 colori tramite una centralina elettronica potrai scegliere tra 365.000 sfumature di colore diverse, per creare la scenografia che desideri.

Da qualche anno esiste anche il diodo Led RGB+White, quindi un diodo con un LED rosso, uno verde, uno blu e uno bianco.

Questo ti consentirà di creare scenografie colorate e scenografie bianche.

7) Cos’è un dimmer?

Un dimmer è un regolatore elettronico di luminosità di una lampada.

8) Si può variare l’intensità luminosa dei LED?

Il singolo diodo LED può essere quasi sempre dimmerabile, ma dipende dall’elettronica che lo controlla, che deve essere predisposta a far variare la luce del LED.

Mi spiego meglio.

In generale, quasi tutti i diodi in bassa tensione possono variare di intensità. Basta scegliere un alimentatore dimmerabile, oppure interfacciarlo con una centralina elettronica dimmerabile.

Se però consideriamo un prodotto finito, non è detto che sia sempre così. Questo perchè i LED vengono montati anche su moduli in tensione di rete a 230V, con una specifica elettronica a bordo.

I moduli possono essere dimmerati o meno, dipende dal costruttore. In ogni caso, non funzionano bene con tutti i tipi di varialuce.

Per quanto riguarda anche le semplici lampadine, per regolare la luminosità dovrai scegliere quelle dimmerabili ed interfacciarle con dimmer appositi per i LED.

9) Esistono più sistemi per dimmerare i LED, giusto?

Sì, esistono più sistemi per dimmerare i LED. La scelta del sistema corretto dipende da diversi fattori tra cui:

  1. il progetto;
  2. il locale che devi illuminare;
  3. l’impianto elettrico a monte;
  4. quanti apparecchi dovrai gestire con il varialuce.

10) Quale sistema scelgo per dimmerare i LED tra 1-10V, DALI, e taglio di fase?

  1. I dimmer a taglio di fase servivano a dimmerare lampadine ad incandescenza, lampade alogene, trasformatori magnetici ed elettronici per lampade a bassa tensione. Oggi con i LED si usano più che altro per praticità in ambito residenziale, ma la qualità della dimmerazione non è delle migliori.
  2. Il dimmer 1-10V ha la particolarità che il controllo avviene mediante un segnale a tensione continua compresa tra 10 V (luminosità massima) e 1 V (luminosità minima). Con i LED, questo sistema di controllo della luce permette delle performance migliori rispetto al taglio di fase. Se hai più di un apparecchio, oltre al cavo di alimentazione ti servirà un cavo + e – per interfacciare tutti i dispositivi, in maniera da uniformare la luminosità
  3. DALI, una sigla che sta per  “Digital Addressable Lighting Interface”,  è un protocollo interfaccia per la comunicazione digitale fra trasformatori elettronici. Consente di far funzionare fino a 64 apparecchi digitali, che possono essere gestiti sempre con la medesima linea di controllo ma in modo indipendente l’uno dall’altro. Numerando individualmente gli apparecchi d’illuminazione si può riconfigurare la scenografie di un locale senza bisogno di intervenire sui fili. In ogni caso serve il  cavo + e – per portare il segnale da un apparecchio ad un altro.

11) I LED vanno collegati in serie o in parallelo?

Dipende se funzionano in corrente o in tensione.

Ad esempio, i COB o le star LED di potenza generalmente funzionano in corrente (350mA/500mA/700mA…) e vanno collegati in serie.

Al contrario, la maggior parte dei LED SMD (quindi montati su circuito stampato, come le classiche strip LED) funzionano in 24/12V, quindi in tensione.

Questo tipo di LED va collegato in parallelo.

12) A quale distanza deve stare l’alimentatore dai LED?

Più vicino è ai LED meglio è. Nel caso non sia possibile installarlo molto vicino, è consigliabile usare sezioni di cavo più grosse, per non avere cadute di tensione rilevanti.

Dobbiamo però distinguere se usiamo dei LED che funzionano in tensione o in corrente: se sono in tensione (la maggioranza delle strip LED tranne quelle con i driver a bordo), la caduta di tensione può essere un problema se l’alimentatore è distante o se le lunghezze delle strip sono importanti.

Nel caso dei LED che funzionano in corrente, (ad esempio faretti con COB o STAR LED) il problema della caduta di tensione è meno rilevante.

13) Come posso evitare cadute di tensione?

Utilizzando cavi conduttori di sezioni idonee all’assorbimento dei LED.

14) Di quale sezione devono essere i cavi da utilizzare per i collegamenti?

Dipende da molti fattori. La scelta dei cavi va studiata caso per caso.

Questa è la formula generale per calcolare la caduta di tensione per il sistema DC:

Vdc =2 I Rc L

1000

Dove Vdc è la caduta di tensione monofase (V)

I è la corrente a pieno carico (A)

Rc è la resistenza DC del cavo (Ω/Km)

L è la lunghezza del cavo (m)

15) Quanti metri di strip LED è consigliato far funzionare con una sola alimentazione posta a un capo della striscia?

Se consideriamo una classica bobina di strip LED in 24V,  è consigliabile alimentare non più di 5 metri con una sola alimentazione. Se per motivi applicativi si deve fare una strip più lunga, è necessario alimentarla da entrambi i capi.

Esistono anche strip LED che riescono a fare più metri con una alimentazione. Sono strip particolari, con dei driver a bordo posti lungo la strip che mantengono la tensione costante a 24V, evitando cadute. Sono meno diffuse per il semplice fatto che sono più costose.

16) Cosa significa LED 3528 o 5050?

I numeri con cui si nominano i moduli LED indicano la dimensione dei diodi che li compongono. Ad esempio, 3528 significa che il modulo è costituito da diodi di 3,5 x 2,8 mm; nel modulo 5050 i diodi sono quadrati e misurano 5 x 5 mm.

17) Ok, esistono diversi tipi di chip LED SMD. Ma quali sono le loro principali caratteristiche?

I size 3528 e 5050 sono stati i pionieri dei LED e venivano usati nelle strip flessibili. Sono LED ormai datati, ma il 5050 è ancora il riferimento nelle strip LED RGB.

Per quanto riguarda i strip Led sul bianco oggi esistono nuove taglie molto più performanti, con efficienze decisamente maggiori: 2835, 3014; 3020; 3030. Vengono impiegate distintamente a seconda della specifica esigenza luminosa e a seconda del corpo dissipante in cui vanno inserite.

Possiamo dire che non c’è una scelta migliore. E’ necessario valutare l’uso che devi farne, le caratteristiche e le performance.

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